In caso di maltempo aziende e lavoratori devono fare i conti anche con le avversità meteorologiche che possono determinare l’impossibilità di recarsi nel luogo di lavoro ovvero di svolgere la prestazione lavorativa.

La mancata effettuazione della prestazione lavorativa in conseguenza di eccezionali eventi meteo riscontra un differente trattamento tra lavoratori dipendenti pubblici e privati.

In particolare, nel settore pubblico, la mancata effettuazione della prestazione lavorativa in caso di eccezionali eventi meteo derivante dall’emanazione da parte dell’autorità pubbliche competenti, di ordinanze attraverso le quali viene disposta la chiusura di tutti gli uffici pubblici nonché il divieto di circolazione dei mezzi privati sprovvisti di catene o gomme termiche, determina l’impossibilità sopravvenuta della prestazione per causa non imputabile al lavoratore.

Nel settore privato il provvedimento autoritativo che impone il divieto di circolazione dei mezzi privati sprovvisti di apposite catene e/o gomme termiche non incide sulla scelta del datore di lavoro di continuare l’attività lavorativa e pertanto non sussiste un’impossibilità assoluta per il lavoratore di svolgere la propria prestazione lavorativa. Il lavoratore del settore privato continuerebbe difatti a essere obbligato raggiungere il posto di lavoro ed espletare la propria attività lavorativa. Tuttavia in alcuni casi il lavoratore potrebbe trovarsi nella condizione di non potersi recare nel luogo di lavoro a causa di eccezionali eventi metereologici, ovvero arrivare in ritardo. In questo caso la mancata effettuazione della prestazione lavorativa estranea alla volontà del lavoratore non sembrerebbe potersi qualificare in termini di inadempimento a lui imputabile.

Ciò a condizione che lo stesso lavoratore abbia provveduto a comunicare tempestivamente l’assenza al proprio datore di lavoro, insieme a idonea motivazione da dove risulti che l’inadempimento o il ritardo sia stato determinato da cause a lui non imputabili.

In tale situazione l’impossibilità di effettuare la prestazione lavorativa libera entrambi i soggetti dagli obblighi derivanti dal contratto di lavoro; in altre parole il lavoratore non effettua la prestazione lavorativa mentre il datore di lavoro non è tenuto al pagamento della retribuzione.

In caso contrario possono essere applicate sanzioni disciplinari nell’ipotesi il cui il lavoratore non si presenta sul luogo di lavoro senza che comunichi e giustifichi l’assenza al proprio datore di lavoro.

Diverso il discordo se il datore di lavoro dovesse sospendere o ridurre l’attività lavorativa a causa di eventi meteo eccezionali.

In questi caso il datore di lavoro ha la possibilità di richiedere l’intervento della cassa integrazione ordinaria per eventi meteorologici, documentando le regioni che hanno determinato la contrazione dell’attività lavorativa specificando l’attività o la fase lavorativa in atto al verificarsi dell’evento e descrivendo sommariamente le conseguenze che l’evento stesso ha determinato. A tal fine sarà necessario allegare i bollettini meteo rilasciati da organi accreditati.

Frequente è l’utilizzo degli ammortizzatori sociali a causa di intemperie stagionali nei settori dell’edilizia e agricoltura (cisoa).

L’intervento degli ammortizzatori sociali permette la sospensione del rapporto di lavoro e dell’obbligo di retribuzione da parte del datore di lavoro e di effettuare la prestazione lavorativa da parte del lavoratore, il quale riceve comunque un sostegno economico cioè un trattamento di integrazione salariale.