Due diverse opzioni

 Nelle ultime settimane molte banche si stanno attivando per offrire ai propri clienti questo percorso previsto dalle normative, anche se per ora sono ancora relativamente poche quelle che hanno messo nero su bianco le condizioni. L’elemento in comune un po’ a tutte le banche è che l’offerta è, in realtà, duplice.

Da un lato, c’è la “sola” cessione del credito d’imposta, dall’altro lato invece la cessione del credito d’imposta è affiancato da un prestito vero e proprio.

Per chi semplicemente non vuole aspettare…

Nel primo caso, tu sostieni di tasca tua le spese dei lavori (la banca, quindi, non ti anticipa nulla). Poi, una volta maturato il credito d’imposta (alla fine dei lavori ma anche in una fase intermedia) lo cedi alla banca, che te lo paga subito, sì, ma con uno “sconto”. È una possibilità che ti può venire utile se, per esempio, prevedi altre spese nei prossimi anni e vuoi recuperare il prima possibile il tuo denaro; oppure, percepisci esclusivamente redditi a tassazione separata, come la cedolare secca, e non hai quindi la possibilità di recuperare le detrazioni dall’Irpef. Se scegli questa strada sarà la banca, poi, a incassare il credito d’imposta nei cinque anni successivi; il suo guadagno, quindi, è la differenza tra quanto oggi paga a te e quanto, invece, incasserà nei successivi 5 anni.

Tra le prime a fare offerte concrete in questa direzione ci sono i colossi del settore, Intesa Sanpaolo e Unicredit. Le condizioni offerte dalle due banche a privati e condomìni sono le stesse: ti pagano 102 euro ogni 110 euro di credito fiscale (l’offerta di Intesa è valida fino al 31 dicembre 2021, mentre quella di Unicredit è valida solo fino al 30 settembre 2020, in seguito le condizioni potrebbero cambiare). Facendo un esempio: se spendi 100.000 euro per i lavori, ne dovresti recuperare 110.000 nei 5 anni successivi (22.000 euro l’anno).

Se cedi subito il credito alla banca, ottieni invece 102.000 euro. Detto in altre parole: se cedi il credito d’imposta è come se rinunciassi a investire in un bond quinquennale, che paghi 100 e ti restituisce 110 in cinque anni, con un rendimento che va dal 2,8% al 3,9% annuo a seconda del mese in cui effettui i lavori, e in cambio ottieni un guadagno una tantum del 2% (102.000 euro al posto dei 100.000 euro pagati per i lavori).

Per la banca, ovviamente, è l’opposto: pagandoti 102.000 euro subito e incassando 110.000 euro negli anni successivi, è la banca a investire in una sorta di bond quinquennale. E lo fa senza nessun rischio sulla tua affidabilità, dato che sarà lo Stato, e non tu, a ripagare questo “bond”.

Un’altra banca che ti paga 102 euro ogni 110 euro di credito è BPER, mentre Carige offre un prezzo leggermente più generoso rispetto ai due big: 102,5 euro ogni 110 euro di credito. Ma non ci sono solo le banche: anche Generali si è allineata per i propri clienti all’offerta dei due colossi bancari (102 euro ogni 110 di credito, offerta valida fino a fine 2020). Infine, anche le Poste hanno annunciato un’offerta per i propri clienti, ma le condizioni economiche non sono ancora, in questo momento, note.

…e per chi ha bisogno di contanti

 La seconda strada offerta dalle banche è un’alternativa per chi, oltre a non voler aspettare i 5 anni, non può (o non vuole) usare la liquidità per pagare i lavori di tasca propria. In questo caso, le banche offrono dei finanziamenti, per cui ti anticipano le somme necessarie man mano che l’impresa che effettua i lavori ti presenta la fattura. Come per ogni prestito, tuttavia, dovrai pagare degli interessi e ci sono delle spese accessorie.

Prendiamo per esempio le condizioni pubblicate da Intesa Sanpaolo: durante il periodo di “utilizzo” del prestito pagherai rate mensili di interessi al tasso del 2,50% annuo, a cui devi aggiungere le spese di istruttoria (1% dell’importo finanziato), spese di bollo (16 euro), spese di incasso rata (2 euro ogni volta), spese per le comunicazioni cartacee (0,70 alla volta)… Alla fine il prestito sarà ripagato cedendo alla banca il tuo credito fiscale (valutato anche in questo caso 102 euro ogni 110 di credito), quindi non dovresti avere il problema di ripagare il tuo debito.

Ma può capitare che qualcosa vada storto, ad esempio perché, alla fine, non tutti i lavori risultano avere i requisiti per il bonus. In questo caso, dovrai ripagare in contanti il debito residuo, oppure prolungare il prestito per ripagarlo poco alla volta, ma con un tasso di interesse aumentato al 5,35% annuo. Morale, il costo complessivo dipende dalla tempistica dei pagamenti, ma può essere tutt’altro che indifferente: la stessa banca, in una simulazione pubblicata nel foglio informativo, indica un TAEG (il costo “tutto incluso”) del 5,621%.

Anche Unicredit offre qualcosa di simile, nella forma di “credito per anticipo contratti”: in pratica, un conto corrente a termine (massimo 18 mesi) su cui transiteranno esclusivamente i flussi in entrata e in uscita relativi a questa iniziativa. Il costo per interessi? Il 2,75% annuo (TAEG 2,79%) se sei una persona fisica, ma ben il 6,40% (TAEG 6,57%) per i condomìni.

BPER offre un finanziamento della durata massima di 18 mesi, mentre Carige fa per lo più riferimento a prodotti analoghi (come le anticipazioni su conti correnti) già in vigore.

Al di là dei costi…

Per una volta, visto l’argomento, vale la pena aggiungere un ulteriore elemento, anche se non strettamente “finanziario”. È vero, come ti abbiamo detto l’intervento delle banche non è a costo zero – le banche, d’altronde, fanno il loro mestiere – ma è comunque un buon modo per dare una svolta green alla tua casa, senza dover sborsare quattrini o comunque con spese molto più limitate rispetto al reale costo dei lavori. E non è cosa da poco.

Il credito d’imposta matura in genere alla conclusione di tutte le spese, presentando i documenti di fine lavori. Ma se si tratta di cifre consistenti, e magari i lavori si protraggono per diversi mesi, puoi far maturare il credito anche in due tappe intermedie, con una dichiarazione di “stato avanzamento lavori” (SAL) che attesti il completamento di almeno il 30% (per la prima tranche) e il 60% (per la seconda tranche).

Non c’è solo il superbonus

Lo stesso meccanismo della cessione del credito fiscale può essere applicato anche ad altri tipi di bonus fiscali legati all’edilizia (ecobonus, bonus facciate…). Le offerte delle banche, però, in questo caso sono diverse, e meno generose. Intesa, per esempio, offre di darti subito il 90,91% del bonus se questo è recuperabile in 5 anni, e l’80% del bonus se questo è recuperabile in 10 anni. Unicredit, invece, offre 78 euro per 100 euro di credito ceduto.

Siamo a vostra disposizione per ogni approfondimento al tema trattato.

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