Il DL Sostegni-bis prevede nuove misure di sostegno per imprese, lavoratori e famiglie, anche finalizzate alla ripartenza delle attività

Cassa integrazione, contratto di rioccupazione, reddito di emergenza, esoneri contributivi per specifici settori e nuove indennità COVID-19 . Sono queste le principali novità in materia di lavoro e previdenza che emergono dalla bozza del decreto “Sostegni-bis”, approvato ieri dal Consiglio dei Ministri.

In materia di cassa integrazione, la bozza prevede la possibilità, in alternativa ai trattamenti di cassa integrazione salariale ex DLgs. 148/2015, per i datori di lavoro di cui all’art. 8  comma 1 del DL 41/2021, che hanno subito un calo del fatturato del 50% nel primo semestre del 2021 rispetto al primo semestre 2019, di presentare domanda di CIGS, in deroga alle disposizioni di cui agli artt. 4 e 21 del DLgs. 148/2015, per una durata massima di 26 settimane fino al 31 dicembre 2021.

A tal fine, è necessaria la stipula di accordi collettivi aziendali (ai sensi dell’art. 51 del DLgs. 81/2015) di riduzione dell’attività lavorativa dopo l’emergenza sanitaria. La riduzione media ordinaria non può essere superiore all’80% dell’orario giornaliero, settimanale o mensile dei lavoratori interessati (per ciascun lavoratore, la percentuale di riduzione complessiva non può essere superiore al 90% nell’arco dell’intero periodo).

Inoltre, in via eccezionale e fino al 31 dicembre 2021, può essere autorizzata una proroga di 6 mesi della CIGS, previo accordo, per le aziende che abbiano particolare rilevanza strategica sul territorio e abbiano avviato il processo di cassazione aziendale.

Viene poi prevista l’introduzione, in via eccezionale e fino al 31 ottobre 2021, del contratto di rioccupazione, ovverosia un contratto subordinato a tempo indeterminato finalizzato a incentivare l’inserimento di lavoratori disoccupati attraverso la definizione di un progetto individuale di inserimento della durata di 6 mesi. Al termine del periodo di inserimento le parti possono recedere ovvero continuare il rapporto (che si trasforma in un contratto a tempo indeterminato). Chi assume lavoratori con il contratto di rioccupazione può beneficiare, al ricorrere di specifiche condizioni e per un massimo di 6 mesi, di un esonero totale dal versamento dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro (esclusi i premi INAIL e i datori del settore agricolo e domestico), nel limite massimo di 6.000 euro su base annua.

In tema di agevolazioni, la bozza prevede, in favore dei datori di lavoro privati dei settori del turismo e degli stabilimenti termali e del commercio, un esonero contributivo fruibile entro il 31 dicembre 2021 nel limite del doppio delle ore di integrazione salariale già fruite nei mesi di gennaio, febbraio e marzo 2021 (esclusi premi INAIL).

Inoltre, viene previsto un esonero per il mese di febbraio 2021 per le filiere agricole appartenenti ai settori agrituristico e vitivinicolo, incluse le aziende produttrici di vino e birra, aventi specifici codici ATECO. L’esonero trova applicazione per la contribuzione a carico dei datori di lavoro e lavoratori autonomi.

Con riferimento al reddito di emergenza, vengono riconosciute ulteriori 4 quote, relative alle mensilità di giugno, luglio e settembre 2021, nella misura prevista dall’art. 12 comma 1 del DL 41/2021. Per le nuove quote REM si applicano i requisiti previsti dal citato comma 1, fatta eccezione per il valore del reddito familiare  di cui al comma 1, lett. a), che è riferito al mese di aprile 2021. La domanda deve essere presentata all’INPS entro il 31 luglio 2021.

Novità anche per la determinazione della NASpI, in quanto la bozza prevede, fino al 31 dicembre 2021, la sospensione dell’applicazione dell’art. 4 comma 3 del DLgs. 22/2015, secondo cui l’indennità si riduce del 3% ogni mese a decorrere dal primo giorno del quarto mese di fruizione. Dal 1° gennaio 2022 l’importo della prestazione è calcolato applicando le riduzioni corrispondenti ai mesi di sospensione trascorsi.

Per il contratto di espansione, la bozza prevede un ulteriore ampliamento dei beneficiari, dopo la modifica apportata dalla legge di bilancio 2021 all’art. 41 del DLgs. 148/2015; in particolare, si prevede, esclusivamente per il 2021, che il termine minimo di unità lavorative in organico non può essere inferiore a 100 unità (anziché 500). Tale limite di 100 unità si applica anche in caso di prepensionamento.

Si segnala, inoltre, la proroga delle indennità COVID-19 per i lavoratori stagionali, del turismo e dello spettacolo, per un importo di 1.600 euro e il riconoscimento di un’indennità per i collaboratori sportivi (il cui importo differisce secondo i compensi percepiti nel 2019). Viene poi introdotta un’indennità di 800 euro per gli operai agricoli a tempo determinato con almeno 50 giornate nel 2020 (in presenza di specifici requisiti) e un’indennità di 950 euro per il mese di maggio 2021 per i lavoratori del settore della pesca.

Dovrebbe, infine, trovare ufficialità il differimento al 20 agosto del pagamento della 1° rata della contribuzione artigiani e commercianti, anticipata con messaggio INPS n. 1911/2021.

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