Di recente alcuni giudici del lavoro hanno rilevato che “la compensazione tra crediti di natura fiscale e debiti contributivi è preclusa nel nostro sistema” e che “in ambito contributivo, non è mai stata adottata una disposizione di legge che consenta la compensazione di obbligazioni previdenziali riferibili a soggetti differenti o che permetta una estinzione di tali debiti mediante controcrediti di natura fiscale, anche se facenti capo al medesimo soggetto”

Considerate tali scellerate pronunce, l’immediato (negativo) effetto per i soggetti interessati è:

  • nessun diritto al rilascio del DURC;
  • annullamento del certificato già emesso;
  • periculum in mora (deficienza di liquidità) provocato sia dal mancato incasso dei contratti già eseguiti che dall’impossibilità a sottoscrivere nuovi appalti.

Trattasi di un’errata interpretazione dell’art. 17, c. 1 D. Lgs. 241/1997, disposizione per cui “I contribuenti eseguono versamenti unitari delle imposte, dei contributi dovuti all’Inps e delle altre somme a favore dello Stato, delle Regioni e degli enti previdenziali, con eventuale compensazione dei crediti, dello stesso periodo, nei confronti dei medesimi soggetti, risultanti dalle dichiarazioni e dalle denunce periodiche presentate successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto”.

Dal tenore letterale della norma è incontrovertibile che, nell’ottica di una semplificazione, è possibile utilizzare il sistema della compensazione delle varie situazioni debitorie e creditorie con i diversi enti beneficiari dei versamenti. Ossia: è ammesso l’utilizzo di somme a credito per pagare, con F24, i debiti relativi a una diversa imposta, alle ritenute e ai contributi (c.d. compensazione orizzontale).

Come evidenziato dall’Amministrazione Finanziaria nella risoluzione 27.11.2008, n. 452, “La presentazione del modello di pagamento F24 consente all’ente destinatario del versamento unitario di conoscere le compensazioni operate e di regolare le reciproche partite di debito e credito. In particolare, nell’ipotesi di compensazione del credito tributario con debiti previdenziali, mediante modello F24, il sistema informatico procede automaticamente all’imputazione della somma nella contabilità dell’ente beneficiario (Inps) contro addebito a carico dell’ente depositario del credito (Erario)”. L’Agenzia delle Entrate, con successiva risoluzione 15.11.2017, n. 140/E, ha ricordato che la compensazione, fatte salve limitate eccezioni previste da disposizioni normative ad hoc, trova applicazione solo per i debiti (e i contrapposti crediti) in essere tra i medesimi soggetti (contribuenti) e non tra soggetti diversi.

Nella fattispecie, operazione di accollo ex art. 1273 c.c., l’Inps, con il messaggio n. 2764 del 18.07.2019, ha precisato che i crediti di natura tributaria non possono essere utilizzati in compensazione dei debiti previdenziali. Pertanto “i pagamenti effettuati con questa modalità sono da considerare inefficaci ai fini della regolarità contributiva”.

Una limitazione alle compensazioni è stata fissata dall’art. 1 D.M. MEF 10.02.2011 , attraverso cui è riconosciuto il pagamento, totale o parziale, delle somme iscritte a ruolo per imposte erariali mediante l’utilizzo, tramite il modello F24, dei soli crediti erariali. A tal proposito l’Agenzia delle Entrate (Circ. 13/2011) ha precisato che la compensazione è preclusa per i debiti Inps e Inail.

Di particolare interesse, l’art. 4 con cui al Dlgs 241/1997 viene inserito l’art 17-bis, norma in vigore dal 1.01.2020 e che interessa quegli appalti di importo annuo superiore a € 200.000 per cui, a imprese appaltatrici/affidatarie o sub appaltatrici, è vietata la compensazione orizzontale per estinguere obbligazioni inerenti contributi previdenziali/assistenziali e premi assicurativi obbligatori riferiti a quei dipendenti coinvolti nella commessa.