Partiamo dai congedi: in vista c’è un riordino complessivo degli attuali congedi parentali, di maternità e di paternità.

  • Congedi parentali fino ai 14 anni di età del figlio (attualmente è previsto fino ai 12 anni). Il Governo ha anche recepito una normativa europea che prevede l’indennità congedo parentale fino ai 12 anni (attualmente ferma ad 8 anni) e maggiore flessibilità per nuclei mono-genitoriali.
  • Congedo parentale minimo di due mesi per ciascun figlio non cedibile all’altro genitore, con meccanismi di premialità nel caso di equa distribuzione dei congedi fra entrambi i genitori. Lo schema di decreto in recepimento di direttive europee sul congedo parentale recentemente approvato (deve ancora effettuare i passaggi parlamentari) porta a 11 i mesi di congedo parentale in totale utilizzabili dai due genitori (attualmente sono 10 e possono diventare 11 se il padre ne prende almeno 3; la delega del Family Act va incontro a forme di incentivazione come quest’ultima).
  • Permessi retribuiti (5 ore all’anno per ciascun figlio) per i colloqui con gli insegnanti e permessi per prestazioni specialistiche collegate alla gravidanza estesi al coniuge, convivente o parente entro il secondo grado.
  • Congedo di paternità da innalzarsi rispetto agli attuali dieci giorni (deve diventare «significativamente superiore» rispetto alla normativa attuale).
  • Indennità per lavoratrici in maternità (attualmente pari ad almeno l’80%).

Infine, sono previste misure che favoriscano la conciliazione vita lavoro anche per i genitori liberi professionisti. Fra le altre cose, estensione del congedo obbligatorio di paternità, e dei congedi parentali.