Contenziosi in cassazione al 15 luglio senza sentenza fino a 100mila euro, sanabili con sentenze favorevoli nei primi gradi di giudizio: come funziona.

E’ una sorta di rottamazione delle liti fiscali, che consente di pagare una somma che va dal 5 al 20% dell’importo dovuto all’amministrazione finanziaria ma solo se i l valore del contenzioso è inferiori ai 50 o 100mi la euro e in presenza di precedenti giudizi già a sfavore dell’agenzia delle entrate: la misura è contenuta nella riforma della giustizia tributaria da poco approvata in via definitiva.

Il nuovo strumento snellisce l’arretrato, consentendo di sanare le li ti pendenti in cassazione nei casi in cui in primo e in secondo grado ci siano una o entrambe le sentenze a sfavore del fisco. La definizione agevolata è utilizzabile solo per i contenziosi già in cassazione allo scorso 15 luglio.

Ci sono paletti relativi al valore della lite fiscale e all’andamento processuale:

  • Lite di valore fino a 100 mila euro: se l’agenzia delle entrate risulta soccombente in tutti i precedenti gradi di giudizio, è possibile rottamare la controversia pagando il 5% del valore.
  • Lite di valore fino a 50 mila euro: se il fisco risulta soccombente in tutto o in parte in uno dei gradi di merito, si può utilizzare la definizione agevolata pagando il 20 % della somma contestata.

Il giudizio deve essere pendente, dunque non si può utilizzare la rottamazione se c’è già stata sentenza definitiva. Né sono sanabili le liti relative a risorse proprie tradizionali UE e a titolo di recupero aiuti di stato. Per aderire alla rottamazione liti pendenti bisogna presentare domanda, le procedure si apriranno 120 giorni (quattro mesi) dopo l’entrata in vigore della legge, dettagliate in appositi provvedimenti dell’agenzia delle entrate. La definizione agevolata si perfeziona con il pagamento della somma dovuta. Bisogna presentare una distinta domanda di definizi one e un distinto versamento per ciascuna controversia (non si può effettuare l’operazione cumulativamente nel caso ci siano diverse cause pendenti).

Di conseguenza, i tetti di 50 mila e 100mila euro si riferiscono alle singole liti fiscali.

La rottamazione non prevede la restituzione delle somme eventualmente già versate in eccesso rispetto a quanto dovuto. Gli effetti della definizione perfezionata prevalgono su quelli delle eventuali pronunce giurisdizionali non passate in giudicato anteriormente alla data di entrata in vigore della riforma tributaria.