Tutte le novità introdotte dal decreto energia che taglia i prezzi di carburante, energia e gas. Previsti aiuti per lavoratori e aziende. Ecco la spiegazione in 27 punti e il testo in pdf.

Il consiglio dei ministri ha approvato il decreto energia 2022, il cosiddetto “taglia prezzi” con delle misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi in ucraina.

Il testo include l’istituzione del bonus carburante, aiuti per le imprese e anche tutele per i settori industriali e terziari colpiti dai rincari e dalla crisi energetica conseguente alla guerra in ucraina.

In questa guida vi spieghiamo in modo chiaro e dettagliato per punti cosa prevede il nuovo decreto energia.

Vediamo, per punti, di cosa si tratta.

  1. Tagli alle accise sulla benzina

Il testo del decreto energia taglia prezzi, prevede la riduzione delle accise sulla benzina e sul gasolio impiegato come carburante per autotrazione. L’effetto della misura consiste nella riduzione del prezzo di benzina e gasolio di 25 centesimi di euro al litro per un periodo di 30 giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento. Il decreto energia 2022 entra in vigore il giorno dopo la pubblicazione in gazzetta, su cui vi terremo aggiornati.

2. Bonus carburante 2022

Per il 2022, il governo ha introdotto il bonus carburante. Il testo prevede l’erogazione di un importo del valore di buoni benzina ceduti a titolo gratuito da aziende private ai lavoratori dipendenti, nel limite di 200 euro per lavoratore. Tale importo non concorre alla formazione del reddito.

3. Credito d’imposta per le imprese energivore

Previsto un credito d’importa per le imprese dotate di contatori di energia elettrica di potenza disponibile pari o superiore a 16,5 kw, diverse dalle imprese a forte consumo di energia elettrica. Il credito è pari al 12% della spesa sostenuta per l’acquisto della componente energetica effettivamente utilizzata nel secondo trimestre del 2022.

Il tax credit viene riconosciuto qualora il prezzo della spesa dichiarato, calcolato sulla base della media riferita al primo trimestre 2022, abbia subito un incremento del costo per kwh superiore al 30% del corrispondente prezzo medio riferito al medesimo trimestre dell’anno 2019. Il credito d’imposta relativo ai consumi di energia elettrica è cedibile ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari