Anche gli enti sportivi dilettantistici con opzione per la L. 398/1991 sono soggetti al nuovo obbligo di fatturazione elettronica che decorre, salvo rinvii, dal 1.07.2022.

L’art. 18 D.L. 36/2022 prevede l’estensione dell’obbligo di fatturazione elettronica ai soggetti in regime forfetario con ricavi o compensi superiori a 25.000 euro, prevedendo un periodo cuscinetto di moratoria sulle sanzioni, proprio per consentire ai contribuenti di adattarsi. Tra i soggetti c.d. forfetari non rientrano solo le persone fisiche che applicano la

L. 190/2014 (art. 1, cc. 54-89), ma anche tutti gli enti associativi che hanno optato per il regime fiscale previsto dalla L. 398/1991.

L’onere della fatturazione elettronica grava nel caso in cui l’associazione abbia incassato importi relativi all’attività commerciale pari o superiori a 25.000 euro nel corso del 2021, ma anche se ha aperto partita Iva nel corso dell’anno 2021 e i ricavi ragguagliati ad anno superano tale importo. Pertanto, un’associazione in regime forfetario che ha iniziato l’attività, ad esempio, il 1.10.2021 e che ha percepito compensi nell’anno pari a 15.000 euro, dovrà emettere fattura elettronica dal 1.07.2022, in quanto il reddito ragguagliato ad anno supera l’importo medio mensile di 2.083 euro.

Soggetti entro soglia 25.000 euro – Gli enti con ricavi inferiori ai 25.000 euro non accedendo il 1.07.2022 alla fatturazione elettronica, potranno optare se vorranno a decorrere dal 1.01.2023, mentre saranno obbligati ad adottarla dal 1.01.2024.

In considerazione dell’introduzione della fatturazione elettronica, i soggetti sotto soglia continueranno ad emettere la fattura cartacea ma i clienti non sapranno se sia ancora corretto registrare quel documento. In considerazione di questo elemento si suggerisce che si indichi in fattura una descrizione come la seguente: “contribuente con ricavi inferiore ai 25.000 euro nell’anno 2021, non soggetto ad obbligo di emissione di fatturazione elettronica ai sensi dell’art. 18 D.L. 36/2022″.

Autofattura e reverse charge – L’adempimento dell’autofattura riguarderà anche gli enti associativi, oltre alla generalità dei contribuenti soggetti a fatturazione elettronica. Non è stato previsto alcun esonero e sarà quindi necessario prestare particolare attenzione alle numerose operazioni, soprattutto di acquisto servizi, che i sodalizi sportivi compiono spesso in maniera inconsapevole; si pensi ad esempio alle fatture di Facebook, SumUp, Playtomic ed altri fornitori di servizi esteri.

Invece in merito al reverse charge si ricorda che la circolare n. 14/E/2015 l’Agenzia delle Entrate si era pronunciata in merito al meccanismo dell’inversione contabile, risolvendo alcune criticità che riguardano i soggetti che applicano, tra gli altri, il regime di cui alla L. 398/1991. Tali soggetti, in virtù dell’esonero dagli obblighi di tenuta delle scritture contabili, registrazione e dichiarazione cui al Titolo II, D.P.R. 633/1972, avrebbero avuto difficoltà nell’applicare il meccanismo del reverse charge in relazione alle prestazioni ricevute.

La circolare in oggetto, nell’elencare a titolo esemplificativo i soggetti che beneficiando di particolari regimi fiscali e sono quindi esonerati dagli adempimenti previsti dal D.P.R. 633/1972, afferma che sono esclusi dall’applicazione del reverse charge anche gli “enti che hanno optato per le disposizioni di cui alla L. 398/1991”. Salvo nuove indicazioni si può quindi ritenere che i sodalizi sportivi ne saranno ancora esonerati.