Nell’applicazione degli ISA al periodo d’imposta 2020 verranno dunque introdotte tre nuove cause straordinarie di esclusione dall’applicazione degli indicatori, fermo restando l’obbligo, per i contribuenti interessati, di compilare il modello che avrà però validità solo ai fini statistici.

Oltre alle nuove cause straordinarie di esclusione per l’anno 2020, l’amministrazione finanziaria introdurrà anche tutta una serie di interventi, anch’essi di natura straordinaria, denominati correttivi Covid, che agiranno sulle funzioni di stima dei 175 modelli ISA per tener conto della crisi economica conseguente alla situazione di emergenza epidemiologica verificatasi nel 2020.

Le novità in materia di ISA per l’anno 2020 saranno inserite in un apposito decreto ministeriale di prossima emanazione. Tra le nuove cause di esclusione. Sulla base di quanto sopra esposto, per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020, gli indici sintetici di affidabilità fiscale non si applicheranno ai contribuenti che si trovano in almeno una delle seguenti tre condizioni: aver subito una diminuzione dei ricavi o dei compensi, di almeno 33% nel periodo d’imposta 2020 rispetto al periodo d’imposta precedente; aver attivato la partita Iva a partire dal 1° gennaio 2019; esercitare, in materia di sospensione dell’attività, per il contenimento dell’emergenza sanitaria causata dalla diffusione del Covid-19, ricompense in un apposito elenco predisposto da SOSE.

In presenza di almeno una delle nuove cause straordinarie di esclusione dagli ISA i contribuenti interessati saranno comunque tenuti alla compilazione dei modelli, senza però dover verificare i punteggi attribuiti.

Per quanto riguarda la terza nuova causa di esclusione, nel citato elenco delle attività sono ricompense tutte quelle che nel corso del 2020 hanno dovuto sottostare a stringenti provvedimenti e misure restrittive di sospensione dell’attività previste dai DPCM del 24 ottobre e del 3 novembre 2020, per il contenimento dell’emergenza sanitaria causata dalla diffusione del Covid-19. Giusto per fare alcuni esempi, nell’elenco vi sono le attività della ristorazione, i bar, le palestre, il commercio al dettaglio di abbigliamento, di calzature etc.

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