Nella riforma della giustizia tributaria dovrebbe essere introdotta una nuova definizione agevolata che mira a smaltire la metà delle circa 47.000 cause arretrate in Cassazione. Per accedervi dovrà essere presentata un’apposita istanza entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della norma …

Nella riforma della giustizia tributaria dovrebbe essere introdotta una nuova definizione agevolata che mira a smaltire la metà delle circa 47.000 cause arretrate in Cassazione.

Per accedervi dovrà essere presentata un’apposita istanza entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della norma (forse si avrà tempo fino a fine 2022) e contestualmente versare gli importi dovuti (a eccezione del caso in cui non ci dovessero essere importi da versare).

Sono previste 2 ipotesi: in caso di doppia sconfitta integrale dell’Agenzia delle Entrate nei precedenti gradi di giudizio, si potranno cancellare le liti fino a 100.000 euro pagando il 5%, mentre qualora l’Agenzia abbia perso in tutto o in parte in uno solo dei gradi di merito, la sanatoria sarà rivolta alle liti fino a 50.000 euro, ma con il pagamento del 20%.

Rientrano nel perimetro della definizione agevolata le cause pendenti presso la Suprema Corte al 15.07.2022. Restano poi fuori i contenziosi relativi a risorse proprie dell’Unione Europea (è il caso essenzialmente di dazi e tariffe doganali) e dell’Iva all’importazione. Escluse anche tutte le cause che vertono sulle somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato.