Da oggi sia nelle srl, spa e cooperative gli amministratori che intendono essere nominati dovranno far pervenire alla società una specifica dichiarazione attestante, in capo agli stessi l’inesistenza delle cause di ineleggibilità prevista dall’art. 2382 del codice civile. E’ quanto prevede, l’articolo 6 del dlgs 8 novembre 2021 n. 183 in Gazzetta Ufficiale del 29/11/2021 n. 284 vigente a partire da oggi 14 dicembre, decreto che apre il sipario, fra l’altro anche sulla costituzione delle srl on line.

Le modifiche al codice civile e le società a cui si applicano le nuove regole. L’art. 6 del decreto, modifica l’art 2383 c.c., il cui ultimo periodo del primo comma prevede: “La nomina è in ogni caso preceduta dalla presentazione, da parte dell’interessato, di una dichiarazione circa l’inesistenza, a suo carico, delle cause di ineleggibilità previste dall’art. 2382 e di interdizioni dall’ufficio di amministratore adottate nei suoi confronti in uno Stato membro dell’Unione europea”. Viene altresì previsto nell’art. 2475 ( in tema di srl) che anche ad esse si applica il comma 1 del nuovo art. 2383, nonché, le cause di incompatibilità previste dall’articolo 2382 c.c. ( applicabilità fino ad oggi oggetto di variegate pronunce giurisprudenziali). Ritengo che le norme in commento debbano trovare applicazione anche agli amministratori delle coop in relazione al richiamo espresso alle regole in tema di spa ed srl contenuto nell’art. 2519 c.c. E’ a questo punto necessario inserire nei verbali di assemblea di nomina degli amministratori la loro dichiarazione di ineleggibilità anteriormente alla nomina ed accettazione della carica.

Le modalità ed i soggetti tenuti alla dichiarazione. La dichiarazione dovrà essere rilasciata sia in sede di costituzione della società ( prima nomina degli amministratori richiesta dall’art. 2328 c.c.) sia nell’ambito di sostituzioni successive alla prima nomina. La dichiarazione in tema di ineleggibilità dovrà essere rilasciata ai soci per iscritto e non espressa oralmente.

In merito all’oggetto della dichiarazione non sussistono dubbi sulla circostanza che si tratti delle cause di ineleggibilità espresse dall’art. 2382 c.c. ( quindi interdizione, inabilitazione, fallimento o condanna ad una pena che importa l’interdizione anche temporanea dai pubblici uffici o l’incapacità ad esercitare uffici direttivi) e non incompatibilità legate a posizioni soggettive dell’amministratore in pectore ( es. dipendenti pubblici, amministratori di società concorrenti, ecc.).

Secondo me, appare preferibile conservare tale dichiarazione in allegato all’atto costitutivo della società che nomina i primi amministratori o di nomina degli stessi in sede assemblare, mentre non sembra (ad oggi) richiesto il deposito di tali dichiarazioni al registro delle imprese.

La dichiarazione di ineleggibilità dovrà essere prodotta, in fase di nomina, anche dai liquidatori.