In caso di pignoramento, l’istituto di credito vincolerà l’intera somma precettata senza tener conto della presunzione di comproprietà tra i cointestatari.

Il pignoramento presso terzi è una procedura esecutiva, che vede spesso coinvolti l’intestatario di un conto corrente, in qualità di debitore, e l’istituto di credito, in qualità di terzo creditore degli intestatari.

Dal momento che si riceve la notifica, l’istituto di credito diviene custode delle somme precettate, aumentate della metà. Entro 10 giorni dalla notifica dell’atto, dunque, l’istituto di credito “deve specificare di quali cose o di quali somme è debitore o si trova in possesso e quando ne deve eseguire il pagamento o la consegna” nonché “deve altresì specificare i sequestri precedentemente eseguiti presso di lui e le cessioni che gli siano state notificate o che ha accettato”.

Nella circostanza in cui il pignoramento abbia ad oggetto un conto corrente cointestato, ma il debitore è solo uno dei contestatari, l’istituto di credito è comunque tenuto a vincolare l’intera somma precettata aumentata della metà, senza tener conto della presunzione di comproprietà tra i cointestatari. Ciò trova fondamento nell’art. 599 c.p.c. che in merito all’espropriazione di beni indivisi dispone che “Possono essere pignorati i beni indivisi anche quando non tutti i comproprietari sono obbligati verso il creditore. In tal caso del pignoramento è notificato avviso, a cura del creditore pignorante, anche agli altri comproprietari, ai quali è fatto divieto di lasciare separare dal debitore la sua parte delle cosecomuni senza ordine di giudice”.

Ricevuto l’avviso del pignoramento da parte del creditore pignorante, il terzo cointestatario potrà far valere le proprie ragioni circa la propria quota di spettanza delle somme pignorate, tramite l’opposizione ex art. 619 c.p.c. “il cointestatario che assume di aver subito una lesione delle sue prerogative non resta privo di tutela, potendo far valere le proprie ragioni in sede giudiziale, sia mediante l’opposizione di terzo ai sensi dell’art. 619 c.p.c., sia agendo contro l’assegnatario, quando non avvisato ai sensi dell’art. 180 disp. att. c.p.c.