La legge di conversione del decreto Ristori prevede il riconoscimento, ai datori di lavoro che occupano alle proprie dipendenze un numero di addetti pari o inferiore a 9, di uno sgravio totale della contribuzione dovuta per i contratti di apprendistato di primo livello per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore, stipulati nell’anno 2021. L’agevolazione si applica ai primi 36 mesi del rapporto di lavoro, per poi tornare alla misura ordinaria, pari al 10%.

Ecco i requisiti per poterne usufruire.

Anche per l’anno 2021, ai contratti di apprendistato di primo livello per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore, potrà essere riconosciuto, ai datori di lavoro che occupano alle proprie dipendenze un numero di addetti pari o inferiore a 9, uno sgravio contributivo del 100%, per i periodi contributivi maturati nei primi tre anni di contratto. A partire dal quarto anno la contribuzione dovuta dovrà essere determinata applicando un’aliquota del 10% per i periodi contributivi maturati negli anni di contratto successivi al terzo.

Apprendistato di primo livello

Il contratto di apprendistato di primo livello si rivolge ai giovani che si trovano ancora all’interno del “circuito” scolastico favorendo, tramite un piano formativo realizzato in parte in azienda in parte a scuola, l’opportunità di conseguire uno dei titoli di studio della formazione secondaria, maturando contemporaneamente un’esperienza lavorativa in azienda. Il contratto di apprendistato di primo livello può essere stipulato in tutti i settori  di attività a condizione che gli apprendisti abbiano tra i 15 e i 25 anni.

Lo scopo del contratto è il conseguimento di un titolo di studio della formazione secondaria:

  • qualifica e diploma professionale;
  • diploma di istruzione secondaria superiore;
  • certificato di specializzazione tecnica superiore (IFTS).

La durata del contratto varia in base alla qualifica o al diploma da conseguire ma in ogni caso non può essere inferiore a 6 mesi né superiore a 3 anni (4 anni nel caso di diploma professionale quadriennale).

Il contratto di apprendistato di primo livello può essere prorogato fino ad un anno:

  • per il consolidamento di competenze tecnico-professionali e specialistiche, utili anche ai fini dell’acquisizione del certificato di specializzazione tecnica superiore (IFTS) o per il conseguimento del diploma di istruzione secondaria superiore;
  • nel caso in cui al termine del percorso di studi l’apprendista non abbia conseguito il titolo.

Alla fine del contratto, una volta conseguito il titolo, vi è la possibilità di trasformare il contratto in apprendistato di primo livello in un apprendistato professionalizzante ai fini dell’acquisizione della qualificazione professionale ai fini contrattuali.

L’aliquota contributiva ordinaria attualmente in vigore in riferimento a questa tipologia di contratto di apprendistato è pari:

  • all’1,5% per il 1°anno, al 3% per il 2° e al 5% per il 3° anno per le aziende fino a 9 dipendenti;
  • al 5% per le aziende con più di 9 dipendenti.

N.B. Tali benefici contributivi non sono mantenuti per l’anno successivo alla conferma a tempo indeterminato.

È inoltre prevista:

  • l’esenzione dal pagamento del contributo NASpI dell’1,31% e dal contributo formazione continua dello 0,30% (fondi interprofessionali);
  • l’esenzione dal pagamento del ticket di licenziamento.

Novità 2021

L’aliquota di contribuzione INPS, ordinariamente pari al 10%, viene dunque azzerata per i primi tre anni di contratto.

Dal quarto anno, invece, torna ad applicarsi la contribuzione ordinaria che prevede

un’aliquota del 5%.

Nel computo della soglia dimensionale vanno considerati tutti i lavoratori subordinati, compresi i lavoranti a domicilio ed i lavoratori assenti (malattia, infortunio gravidanza), con l’ovvia esclusione dei sostituti, qualora assunti.

Sono esclusi dal computo:

  • gli apprendisti;
  • i lavoratori somministrati;
  • i dipendenti assunti con contratto di reinserimento ex art. 20 della legge n. 223/1991.

Il datore di lavoro deve essere in regola con il DURC.

Siamo a vostra disposizione per ogni approfondimento al tema trattato.

Lascia un commento